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Approfondimento

Una sala per Bad Trip

di Marco Rovelli, tratto dall'"Unità", 14 marzo 2009

Gianluca Lerici, in arte Professor Bad Trip, è stato un grandissimo artista dell’underground nel campo dell’illustrazione. Pittura acrilica su tela (la maggior parte della sua produzione), disegno a china o fumetto, cartoncino o metallo - nulla restava immune dal suo genio creativo, dalla sua “arte mutante”.

Ha traversato psichedelia, punk e cybercultura, si è ispirato a Burroughs (una delle sue opere più conosciute è il Pasto Nudo) e Ballard, così come a Robert Crumb, dando vita a una sua cifra personalissima, mettendo in scena creature dickiane, mostri spaziali, vulcani in eruzione, fabbriche inquinanti e disastri (i libri della sua arte e dei suoi fumetti sono pubblicati da Shake edizioni). Bad Trip è morto nel 2006, e adesso sul web sta girando una petizione, promossa da Gomma Guarneri e da Andrea Campanella, che chiede che gli venga dedicata una sala del CaMec, il Museo di Arte Contemporanea della sua città, La Spezia. La petizione può essere firmata qui.

 

In una città vicina, Massa, abita un altro artista visionario, Gianluca Sbrana. Il suo sito (www.sbrana.org) squaderna le sue visioni. Gianluca Sbrana crea universi paralleli, popolati da figure fantastiche - strani, perturbanti accostamenti e bricolage figurali. E’ la disposizione allo stupore, la cifra. Così, occorre lasciarsi stupire dal “paese all’ora di cena”, con le sue molte “aperture” - le finestre accese o le molte lune in cielo che siano; dalla “casa sulla foce”, blu come un varco a un giardino segreto e subacqueo; dallo “scarecrow”, spaventapasseri in postura sacrificale in un cantuccio oscuro, azzannato dai cani. E poi le cifre più specificamente fumettistiche, che ricordano da vicino la “lowbrow art” americana: definita anche – e il termine mi pare molto adeguato alle opere di Sbrana - “Pop surrealism”. E poi le sculture, o le installazioni luminose: anche quelle, decisamente, surrealismo pop.


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