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Estate d'amore e di rivolta (recensioni)

Un appassionato racconto sull'Estate dell'amore - di Donato Zoppo, "www.movimentiprog.net", settembre 2007

Esattamente 40 anni fa finiva la leggendaria Estate dell'amore, il culmine della stagione psichedelica iniziata nel 1965. Quest'anno ci sono state riflessioni sui singoli dischi del '67 ma una valutazione complessiva è mancata: per questo motivo recuperiamo un interessante libro uscito 10 anni fa per la Shake Edizioni, scritto da uno dei protagonisti dell'epoca. Derek Taylor, pur scrivendo in modo passionale e dunque disordinato, affollato e lisergico, fornisce una delle più attendibili testimonianze di ciò che accadde a quei tempi, non solo perchè fu uno dei più coinvolti nelle attività psichedeliche tra San Francisco e Londra e fu tra gli organizzatori del festival di Monterey, ma soprattutto perchè fu lo storico addetto stampa dei Beatles (ma anche di Byrds, Beach Boys e Mamas & Papas).

I Fab Four del Sgt. Pepper sono il leit-motiv del suo testo, un elemento costante che torna sempre a rappresentare musica, arte, controcultura, ambizioni, speranze e obiettivi di una generazione e di un'intera epoca. La narrazione di Taylor fornisce uno spaccato completo sulle origini della controcultura del '67: i suoi rapporti con la Beat Generation di Kerouac, l'uso delle droghe, la liberazione sessuale, la politica e l'arte. Insomma una riflessione a tutto tondo sull'Estate dell'amore, che gode di una traduzione eccellente, quella di un esperto italiano in materia, ovvero l'ottimo Matteo Guarnaccia, che condisce il testo con le sue inconfondibili illustrazioni psichedeliche.

Lettura consigliatissima, ricordando sempre che "It's Getting Better!".

 

Estate d'amore e di rivolta - di Vittore Baroni, "Rumore", giugno 1997

Quella che potrebbe apparire a prima occhiata una nostalgica concessione - da parte di una editrice tutt'altro che frivola - alla beatlemania retroattiva che ha segnato la passata stagione è invece, a fronte appunto di tanti furbi instant books, la doverosa traduzione del volume che per primo ha aperto la strada alla messe recente di studi su personaggi e movimenti controculturali dei '60. Uscito in UK col titolo It Was Twenty Years Ago Today esattamente dieci anni fa, nel ventennale della Summer of Love, il lavoro di Derek Taylor, giornalista di Liverpool e assistente personale dei Beatles negli anni d'oro (oltre che hippy convinto), ha il vantaggio di poter ripercorrere sul filo della memoria eventi celebri vissuti dal punto di osservazione privilegiato dell'entouroge dei Fab Four. Ecco quindi che, sulle note ricorrenti di Sgt Pepper, si arricchiscono di inediti particolari dietro-le-quinte anche aneddoti e situazioni più o meno risapute, come il primo spinello fumato da Lennon e soci in compagnia di Bob Dylan, la scena poetico-musicale di Haight-Ashbury, le battaglie della stampa sotterranea per la depenalizzazione delle droghe leggere, la marcia sul Pentagono e cento altri piccoli e grandi accadimenti lisergici, inseriti in una scorrevole trattazione a volo d'aquila, buon ripasso o (per i più giovani) valida introduzione alle grandi utopie visionarie, sociali e artistiche della generazione del "flower power". L'edizione è arricchita da disegni originali del traduttore (e noto artista psichedelico) Matteo Guarnaccia e da un ricco repertorio fotografico.

 

Estate d'amore e di rivolta - di John Vignola, "Rockerilla", settembre 1997

It Was Twenty Years Ago Today di Derek Taylor ha trovato una sua tardiva - ci sono voluti dieci anni - ma benvenutissima pubblicazione in Italia (titolo: Estate d'amore e di rivolta), ad opera della ShaKe, grazie anche al successo della Video Anthology beatlesiana (o no?). Alla base di questa traduzione c'è Matteo Guarnaccia, oramai quasi onnipresente per ogni percorso che sfiori il nostro immaginario controculturale più o meno recente. Egli è anche il responsabile, con il suo tratto distintivo, delle tavole che rendono il libro un'edizione un po' esclusiva. Quello che poi si legge è una ricostruzione poco ortodossa e molto godibile di un anno le cui vibrazioni si avvertono ancora ai nostri giorni. Ecco il rapporto tra i quattro di Liverpool e la scena alternativa inglese, la loro innegabile "liaison dangereuse" con i Rolling Stone e così via, su uno psycho-bus a due piani che unisce Nuovo e Vecchio Continente, Allen Ginsberg, Jefferson, Doors... e tutti gli hippy della terra, nella vivace descrizione di uno di quelli che si erano immersi fino alla cintola in quel ribollire psichedelico. Imperdibile.

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