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Dalle sperimentazioni meccaniche degli anni Venti alla avanguardia elettronica di oggi Antheil è il “bad-boy” americano della musica d’avanguardia anni Venti, insieme a Edgard Varèse può essere considerato il “nonno” della moderna musica elettronica. Alla scoperta di territori inesplorati i modernisti degli anni Venti e Trenta cominciarono a utilizzare i primi strumenti musicali meccanici al fine di creare musica che rispecchiasse le caratteristiche del mondo moderno (rumore, scienza e industria), gettando le basi per quella che dagli anni Quaranta verrà definita musica concreta, l’emancipazione del rumore, in cui suoni di varia natura, tratti dalla realtà ambientale e da oggetti, verranno incisi su supporto magnetico per poi essere elaborati attraverso varie tecniche. Nel video la performance “live” del Ballet Mécanique di Antheil (1924), progettato per strumenti musicali meccanici, pianoforti automatici, campanelli elettrici, motori a elica, qui nella versione installata nel 2006 presso la National Gallery of Art di Washington DC e realizzata da Paul Lehrman and LEMUR (League of Electronic Musical Urban Robots).
Il percorso di queste avanguardie non sembra essersi mai spento. Il re del “glitch”, dell’interferenza e dei rumori bianchi Murcof ce lo dimostra nel suo ultimo lavoro "The Versailles Section" in cui elementi di musica concreta sono assemblati a composizioni di Lully, Couperin e altri, suonate in modo tradizionale da musicisti specializzati in musica barocca del Diciassettesimo secolo e successivamente processate dall’artista messicano che ricampiona e ricontestualizza le parti attraverso l’uso di macchine e software. Il fascino e le suggestioni dell’avanguardia storica rimangono forti anche nel presente.
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