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Anarchiche. Donne ribelli del Novecento. Estratti

Estratti da "Anarchiche. Donne ribelli del Novecento"

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Estratto dall’introduzione

Donne anarchiche ce ne sono sempre state tante e fin dall’inizio della lunga storia dell’anarchismo. Donne che, sostenendo ideali di giustizia sociale e libertà individuale, hanno compiuto una scelta forte e impegnativa, tanto da farne per molte di loro il tratto distintivo della propria esistenza. Alcune sono diventate altrettanto famose di alcuni personaggi anarchici maschili, altre hanno raggiunto una certa notorietà solo nel luogo e nell’epoca in cui hanno agito, altre ancora sono state semplici militanti, come molti anarchici uomini, altre sono state libertarie o hanno simpatizzato per le idee dell’anarchia e altre ancora sono state anarchiche “solitarie” senza aderire in modo specifico al movimento anarchico propriamente detto. Nonostante ciò ancora oggi sono poco conosciute o in gran parte dimenticate.

Estratto da Noe Ito (1895-1923)

La mattina del primo settembre 1923 la pianura del Kanto sull’isola maggiore del Honshu in Giappone è colpita da un terribile terremoto. La scossa è infinita. I morti sono più di 100.000, i dispersi circa 37.000. Tokyo è devastata. […]
Nelle ore immediatamente successive al sisma, squadre della polizia militare vengono inviate non a prestare soccorso alla popolazione colpita dal terremoto, ma a dare la caccia ai pericolosi sovversivi; una di esse raggiunge Noe Ito e Sakae Osugi. […]
Ito capisce subito che le neurological medicine cose si mettono al peggio; si sente un animale in trappola. Alla domanda di Dora Russell “ma non hai paura che le autorità ti possano fare qualcosa?”, Ito aveva risposto “so bene che lo faranno prima o poi”. […]
I militari agiscono ferocemente, non hanno alcun ritegno nei suoi confronti così come nei confronti di Osugi e del bambino. Vengono strattonati violentemente, ammanettati, insultati. Una volta presi non vengono portati al vicino comando di polizia. Vengono trascinati poco più distante in un vicolo cieco della città. Lì vengono brutalmente picchiati a morte, strangolati e i loro corpi gettati in un pozzo, dove vengono ritrovati il giorno dopo. È il 16 settembre 1923, Noe aveva 28 anni.

Estratto da Nancy Cunard (1896-1965)

Anarchismo e antifascismo, Modernismo e Négritude, antimilitarismo e antirazzismo. Queste le armi politiche e culturali che Nancy Cunard fa proprie insieme a uno stile di vita anticonformista, necessario alla sua battaglia politica, sociale e multiculturale.Nancy Cunard non ha dubbi nel ripudiare la classe sociale da cui proviene, l’alta borghesia e l’aristocrazia inglese, smascherare il perbenismo e l’autoritarismo di quell’ambiente, condannare ogni forma di discriminazione, respingere il ruolo tradizionale che la sua nascita le imporrebbe, e tutto questo lo decide senza “lo stile misurato dell’intellettuale, bensì esplodendo di rabbia e di scherno”.

Estratto da Virginia Bolten (1870-1960)

Il Primo Maggio del 1890 è un giovedì. Da giorni, nella città di Rosario, le organizzazioni operaie locali, i socialisti e gli anarchici della città fremono per i preparativi di un’importante manifestazione. Vogliono essere sicuri che vada tutto per il meglio e che il suo successo sia certo.
Rosario, detta anche la “Barcellona argentina” per la presenza di un combattivo movimento operaio, è in quel momento storico un centro industriale emergente, la città più grande e popolosa della provincia argentina di Santa Fe, capoluogo dell’omonimo dipartimento, e il suo porto, sul margine occidentale del fiume Paraná, è fra i più importanti del paese. Rosario è la città dove 38 anni dopo, sempre di giovedì, nascerà Ernesto Guevara detto il Che. […]

Quel giorno a Rosario, in Plaza López, si presenta sul palco allestito per gli interventi una giovane donna. Ha i capelli neri corvino raccolti in una crocchia, lo sguardo severo aiutato da un viso appuntito. Avanza con passo fiero, nascosto dalla lunga e grande gonna scura, portando sulla spalla una bandiera nera con la scritta “1° maggio: Fratellanza Universale”. Ha vent’anni ed è anarchica. In Argentina l’evento passerà alla storia perché sarà la prima donna oratrice del nascente movimento operaio.Il suo nome è Virginia Bolten.

Estratto da Lucy Parsons (1853-1942)


Si chiamava Lucía Eldine Gonzáles, ma tutti la conoscevano come Lucy Parsons. Per sessantadue anni, tanto è durata la sua attività di militante rivoluzionaria, è stata sempre tenuta costantemente sotto controllo dalla polizia di Chicago, che la considerava una pericolosa minaccia per l’“ordine costituito”. Quando a sessant’anni è arrestata dalla polizia di Los Angeles, subito nascono spontanee manifestazioni di solidarietà, soprattutto tra i lavoratori e le lavoratrici di San Francisco. […]

Lucy Parsons nasce nel 1853 in un Texas da poco tempo entrato a far parte dell’Unione americana, dopo la guerra contro il Messico del 1847. Ufficialmente statunitensi, i texani rimangono pur sempre “messicani”, cioè stranieri da discriminare. Lucy si considerava messicana, per gli americani semplicemente “una donna di colore”, perché meticcia, figlia di una messicana e di un nativo Creek.

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